Uro-ginecologia


L'Incontinenza Urinaria

L'incontinenza urinaria è la perdita involontaria di urina, fuori dalla minzione, che determina una limitazione della vita di relazione della paziente.

I TIPI
  • Incontinenza da sforzo (stress): perdita involontaria di alcune gocce di urina quando si esercita una pressione sulla vescica, ad esempio con tosse, starnuti, salti, corsa, sollevamento pesi.
    I fattori predisponenti sono: età, menopausa, parti distocici, multipli e se macrosomia, obesità, alcuni lavori manuali con sollevamento pesi, precedenti interventi chirurgici.
  • Incontinenza da urgenza (vescica iperattiva): a causa di contrazioni involontarie del muscolo detrusore (parete vescicale) durante la fase di riempimento della vescica viene generato uno stimolo intenso e impellente di urinare che la paziente non riesce a bloccare.
    Le cause possono essere idiopatiche e neurogene (traumi o malattie del Sistema Nervoso Centrale: sclerosi multipla, Parkinson, malattia del midollo).
  • Incontinenza mista: associazione dell'incontinenza da stress e da urgenza.
    Incontinenza da rigurgito (Iscuria paradossa): la vescica si riempie oltre la sua capacità e non riesce mai a svuotarsi completamente. Così aumenta la pressione endovescicale fino a superare la resistenza dello sfintere che non riesce più a trattenere l'urina.

LE TERAPIE
  • Adottare uno stile di vita sano
    Fare esercizio fisico per migliorare il benessere e la funzione vescicale.
    Ridurre alcool, caffé, the, bibite gassate, succhi di frutta per la loro azione diuretica.
    Non fumare: può stimolare la tosse.
    Non essere in sovrappeso.
    Non avere il diabete.
  • Rieducazione del pavimento pelvico con esercizi specifici
  • Riabilitazione:
    1. Chinesiterapia pelvi perineale: presa di coscienza e rinforzo della muscolatura perineale secondo uno schema di difficoltà crescente.
    2. Elettrostimolazione: mediante sonda endovaginale che permette la concentrazione passiva della muscolatura.
    3. Biofeedback: diagnostico o terapeutico, si tratta della visualizzazione dell'esercizio eseguito.
  • Terapia farmacologica
  • Terapia chirurgica: impianto di mesh-retina sintetica sottouretrale che funge da sostegno e rinforzo all'uretra.

 

Il Prolasso

Il prolasso è un abbassamento rispetto alla posizione normale degli organi endopelvici.
Interessa una donna su tre tra quelle che hanno partorito.
Utero e vagina sono sostenuti all'interno del bacino da una combinazione di muscoli e legamenti che formano il "pavimento pelvico".
I parti distocici, la stipsi cronica e il normale processo di invecchiamento (carenza ormonale in menopausa) possono indebolire il pavimento pelvico con conseguente discesa degli organi che vi stanno sopra.
Il sintomo più comune è la sensazione di qualcosa che scende verso il basso.
Sovrappeso e fumo predispongono al prolasso.

Esistono quattro gradi di prolasso:

1. La cervice è ancora a metà del canale vaginale
2. La cervice affiora alla rima vulvare
3. La cervice sporge fuori dalla vagina, in posizione ortostatica con difficoltà deambulatorie
4. L'utero è completamente fuori dalla vagina

I TIPI
  • Se è prolassata la parte anteriore della vagina e si trascina in basso parte della vescica, si parla di CISTOCELE.
    In questo caso si può avere perdita di urina quando si tossisce o si ride. Se il cistocele è molto pronunciato si può avere ritenzione urinaria.
  • Se è coinvolta la parete posteriore della vagina, questa trascina giù il retto, si parla di RETTOCELE. In questo caso si può avere difficoltà all'evacuazione.
  • Se è interessata solo la cervice si parla di ISTEROCELE, ovvero la discesa dell'utero dalla piccola pelvi.
  • Si parla di Prolasso UTERO-VAGINALE quando sono coinvolti utero e vagina.

LE TERAPIE

 

  • La prevenzione è l'opzione migliore, allenando il pavimento pelvico giornalmente per rinforzare i muscoli. Si può fare ovunque e in qualsiasi momento semplicemente contraendo i muscoli come se si volesse trattenere la pipì.
  • Fisioterapia per rinforzare il pavimento pelvico: esercizi di Kegel richiedono tempo, motivazione e tecnica appropriata.
  • Anello vaginale: pessario di gomma o silicone che viene posizionato tra l'osso pubico e il fornice vaginale posteriore da rimuovere e sostituire ogni 4-6 mesi.
  • Intervento chirurgico: per migliorare la qualità della vita della paziente. Un prolasso asintomatico non va necessariamente operato, anche se la paziente va informata che con l'età il prolasso e i disturbi peggiorano.
  • Colpoisterctomia semplice
  • Pelvic organs prolapse suspensions (POPS): Usando una mesh sintetica si riportano in sede vescica e retti che si sono abbassati, curando così incontinenza e stipsi.